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aNobii

19 Giu

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aNobii è uno dei social network dedicati ai libri più diffusi in Italia. Nato ad Hong Kong nell’agosto del 2005, prende il nome dall’Anobium punctatum, l’animale più comunemente noto come ‘tarlo della carta’ ed epiteto con cui nei paesi anglosassoni viene definito scherzosamente chi passa molto tempo sui libri (simile all’espressione italiana ‘topo da biblioteca’). Greg Sung, il giovane padre fondatore, decise di sperimentare le potenzialità del Web 2.0 per connettere tra loro comunità di lettori, in modo tale che essi stessi potessero interagire, scambiarsi opinioni, scrivere recensioni: in una parola, condividere.

L’idea prese forma nella mente di Greg proprio dopo aver letto un libro in merito ai nuovi sviluppi della Rete: come riportato in una recente intervista, egli avrebbe voluto trovare altre persone che avessero letto quel testo per discuterne e per farsi suggerire altri titoli. Ovviamente, le librerie tradizionali potevano al massimo fornirgli il numero di copie vendute, ma non i nomi degli acquirenti. Decise così di fondare aNobii, una piattaforma on-line dove chiunque potesse condividere le proprie letture. Inizialmente si trattava di una semplice community di lettori, evolutasi poi grazie al lavoro di personale specializzato e alla partecipazione di investitori appartenenti a HMV Group, HarperCollins, gruppo Random House e Penguin.

A quasi otto anni dall’apertura, sono stati inseriti più di trentasei milioni di libri, per un totale di seicentomila utenze attive medie al mese. Il Paese dove aNobii è più radicato è l’Italia, la quale fornisce il 60% circa degli iscritti (per maggiori informazioni, cliccate qui). Sainsboury’s ha comprato una quota del 64% di aNobii per entrare nella vendita libraria e per cercare di competere con Amazon in UK.

English version

aNobii

aNobii is one of the most common social book networks in Italy. It was founded in Hong Kong in the August 2005 and its name arrives from Anobium punctatum, an animal generally known as ‘bookworm’ and a joke to call the book lovers. Greg Sung, the young founder, decided to try Web 2.0 potentials to connect each other some readers communities and to let them interact, share opinions and write reviews: sharing was finally possible.

Greg had this idea after reading a book about Internet growth: as he explained in a recent interview, he would be glad to find other people who have read that book to discuss it and to let them suggest him other volumes. Bookshops could obviously tell him how many copies they had sell, but not customers’ names. So he decided to create aNobii, an online platform where everybody could share their readings. At the beginning, it was only a readers community; then it was developed by a specialized staff and by investors of HMV Group, HarperCollins, Random House Group and Penguin.

After almost eight years after his opening, more than 36 million books have been put in, with a medium of 600000 users per moths. Italy is the country were aNobii is most used with 60% of members (for more informations, click here). Sainsbury’s has bought a 64% stake in aNobii to enter in the book selling and to compete with Amazon in UK.

Introduzione – social network generalisti, social book network e social reading

3 Giu

Per avvicinarsi al lettore e comunicare con lui, gli editori scelgono anche i social network tradizionali: primo fra tutti Twitter che, con i suoi messaggi di soli 140 caratteri, attira sempre più utenti. Tra gli editori che “twittano” troviamo, ad esempio: @Librimondadori, @FeltrinelliEd., @apogeonline, @Einaudieditore (premiato come “Miglior brand su Twitter” all’edizione 2011 dei Tweetawards) oltre alla presenza costante di molte piccole realtà.

Da un articolo di Editoria Crossmediale:

Su Twitter gli editori hanno la possibilità di ascoltare, rispondere, alimentare la discussione. Attraverso hashtag come #FridayReads, #libridaleggere, #ilprimolibrodel2013 (ne citiamo solo tre, ma sono molti di più) si creano piccole community di lettori che si scambiano pareri, opinioni, consigli. L’editore attraverso Twitter parla con voce umana, conversa e non solo promuove il proprio catalogo, ma narra di sé e rende l’esperienza di lettura più curiosa e completa.

Dunque, mentre rivolgendosi a social network generalisti gli editori hanno la possibilità di comunicare con un bacino molto ampio di utenza, composto anche da lettori “potenziali”, per poi indirizzarsi verso sotto-community più specifiche di lettori forti o abituali, i social book network e le piattaforme di social reading coinvolgono già in partenza un chiaro target di amanti della lettura.

Vediamo, quindi, che parlare di social book network e di social reading significa trattare non solo dello scambio spontaneo di opinioni tra lettori, ma anche dei nuovi metodi a disposizione dell’editoria per essere vicini al proprio pubblico. Si sviluppa una molteplicità di discorsi di tipo lettore-lettore, lettore-editore, ma anche editore-editore (analizzeremo quest’ultima possibilità, in particolare, in merito alla piattaforma B2Bright). Un ulteriore soggetto da non sottovalutare è la libreria online: non a caso, nel prossimo capitolo affronteremo l’importanza rivestita da Amazon nello sviluppo della lettura social, vedendo in tal modo come la libera espressione dei lettori, i quali hanno la possibilità di rendere un volume di nicchia un ‘caso editoriale’ ma anche di ‘stroncare’ letteralmente un’opera, non sia per nulla in antitesi con le esigenze di un portale di vendita.

English version

Introduction – generalist social networks, social book networks and social reading

Publishers also use traditional social networks in order to approach and to communicate to the readers: the most important of all is Twitter, with its 140 characters-long messages. For example, on Twitter we can find @Librimondadori, @FeltrinelliEd., @apogeonline, @Einaudieditore (awarded as “the best brand of Twitter” during the 2011 edition of Tweetadwards) as well as many little publishing houses. An extract from one of Editoria Crossmediale’s articles states:

Publishers on Twitter can listen, answer and participate in the discussions. Using hashtags as #FridayReads, #libridaleggere, #ilprimolibrodel2013 (just to quote the most relevant ones) small readers communities were created: they share opinions and advices. Publishers on Twitter speak with human voice and chat; they not only promote their catalogues but also talk about themselves thus making the reading experiences of their followers more curious and complete.

Publishers can therefore, by using generalist social networks, approach a very large user base, also composed of “potential” readers; they can later apply to more specific sub-communites. On the other hand, social book networks and social reading platforms immediately involve so-called bookworms.

Social book networks and social reading imply not only dealing with the spontaneous exchange of views between readers, but also with the new publishers techniques to be close to their audiences. We have different kinds of relationship: reader-reader, reader-publisher, but also publisher-publisher (we will analyze this case when we’ll talk about B2Bright platform). An important feature is represented by online bookshop: Amazon (whose case will be described in next posts) was fundamental for the origin of social reading; free readers opinions, which can quickly turn a book in a publishing event or in a failure, are not at odds with the interests of a sales website.

Introduzione – editoria e strumenti social

30 Mag

Come si colloca l’editoria libraria nel panorama descritto dal precedente post? Il libro coinvolge i suoi fruitori più profondamente rispetto ad altri prodotti, in quanto non è semplicemente un oggetto da comprare per un utilizzo pratico e specifico, ma un veicolo culturale che permette di vivere storie, di immedesimarsi nei personaggi, di informarsi e approfondire qualsiasi materia. In origine, le grandi narrazioni avvenivano oralmente tramite la poesia epica, ma nel corso dei secoli la lettura ha assunto la fisionomia di un momento privato, personale, di raccoglimento interiore. Ciò non toglie, però, il desiderio di condividere quello che si è letto: consigliando o meno un titolo, prestando un volume, citando una frase, creando un passaparola in merito.

Internet non ha fatto altro che incrementare ed evolvere questo fenomeno di word of mouth, tramite due vie specifiche che saranno nostro oggetto di analisi:

  • I social book network: social network tematici dedicati ai libri. Raccolgono lettori forti che desiderano entrare in contatto con altri lettori per condividere esperienze di lettura, recensioni, suggerimenti per successive letture e via dicendo. Si distinguono dai social network generalisti, che non hanno un tema o scopo preciso a parte quello di far ‘socializzare’ gli iscritti;
  • Le piattaforme di social reading: la lettura stessa diventa un gesto partecipato. I testi vengono commentati, sottolineati, accompagnati da note, e condivisi già evidenziati ed annotati.

Lo scopo del presente lavoro sarà verificare l’evoluzione delle tipologie appena elencate, attraverso l’analisi del funzionamento dei singoli siti più conosciuti dagli utenti. Si ritiene, infatti, che sia utile dare una panoramica del fenomeno, in modo tale da rendere chiara la differenza tra social book network e social reading, mettendo in luce possibili ibridazioni.

English version 

Introduction – publishing system and social means

What about the publishing system in relation to the last post? Books, more than other products,  involve their users very deeply, because they are not objects to buy for practical and specific needs, rather cultural instruments that allow us to live stories,  identify ourselves in characters, inform and investigate any subjects. Originally, grand narratives were passed orally by the epics, but during the centuries reading became a private, personal moment of interior recollection. People, however, need to share what they have read: suggesting or not a book, lending a volume, quoting or creating a word of mouth.

Internet didn’t anything more than increasing and evolved this word of mouth in two ways that we will analyze:

  • Social book networks: they are social networks about books. They attract strong readers who want to know other readers to share one’s experiences, reviews, suggestions for next readings, etc. They are different from generalist social networks that haven’t specific goals: they only want to let their users ‘socialize’.
  • Social reading platforms: reading itself becomes a moment to share. Texts are commented, highlighted, accompanied by notes and shared already highlighted and annotated.

This work’s purpose is to verify the evolution of these categories, analyzing the functionalities of the most common sites. In doing that, I will keep an overview of the phenomenon, making clear the differences between social book network and social reading and to present possible hybridizations.