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Introduzione – social network generalisti, social book network e social reading

3 Giu

Per avvicinarsi al lettore e comunicare con lui, gli editori scelgono anche i social network tradizionali: primo fra tutti Twitter che, con i suoi messaggi di soli 140 caratteri, attira sempre più utenti. Tra gli editori che “twittano” troviamo, ad esempio: @Librimondadori, @FeltrinelliEd., @apogeonline, @Einaudieditore (premiato come “Miglior brand su Twitter” all’edizione 2011 dei Tweetawards) oltre alla presenza costante di molte piccole realtà.

Da un articolo di Editoria Crossmediale:

Su Twitter gli editori hanno la possibilità di ascoltare, rispondere, alimentare la discussione. Attraverso hashtag come #FridayReads, #libridaleggere, #ilprimolibrodel2013 (ne citiamo solo tre, ma sono molti di più) si creano piccole community di lettori che si scambiano pareri, opinioni, consigli. L’editore attraverso Twitter parla con voce umana, conversa e non solo promuove il proprio catalogo, ma narra di sé e rende l’esperienza di lettura più curiosa e completa.

Dunque, mentre rivolgendosi a social network generalisti gli editori hanno la possibilità di comunicare con un bacino molto ampio di utenza, composto anche da lettori “potenziali”, per poi indirizzarsi verso sotto-community più specifiche di lettori forti o abituali, i social book network e le piattaforme di social reading coinvolgono già in partenza un chiaro target di amanti della lettura.

Vediamo, quindi, che parlare di social book network e di social reading significa trattare non solo dello scambio spontaneo di opinioni tra lettori, ma anche dei nuovi metodi a disposizione dell’editoria per essere vicini al proprio pubblico. Si sviluppa una molteplicità di discorsi di tipo lettore-lettore, lettore-editore, ma anche editore-editore (analizzeremo quest’ultima possibilità, in particolare, in merito alla piattaforma B2Bright). Un ulteriore soggetto da non sottovalutare è la libreria online: non a caso, nel prossimo capitolo affronteremo l’importanza rivestita da Amazon nello sviluppo della lettura social, vedendo in tal modo come la libera espressione dei lettori, i quali hanno la possibilità di rendere un volume di nicchia un ‘caso editoriale’ ma anche di ‘stroncare’ letteralmente un’opera, non sia per nulla in antitesi con le esigenze di un portale di vendita.

English version

Introduction – generalist social networks, social book networks and social reading

Publishers also use traditional social networks in order to approach and to communicate to the readers: the most important of all is Twitter, with its 140 characters-long messages. For example, on Twitter we can find @Librimondadori, @FeltrinelliEd., @apogeonline, @Einaudieditore (awarded as “the best brand of Twitter” during the 2011 edition of Tweetadwards) as well as many little publishing houses. An extract from one of Editoria Crossmediale’s articles states:

Publishers on Twitter can listen, answer and participate in the discussions. Using hashtags as #FridayReads, #libridaleggere, #ilprimolibrodel2013 (just to quote the most relevant ones) small readers communities were created: they share opinions and advices. Publishers on Twitter speak with human voice and chat; they not only promote their catalogues but also talk about themselves thus making the reading experiences of their followers more curious and complete.

Publishers can therefore, by using generalist social networks, approach a very large user base, also composed of “potential” readers; they can later apply to more specific sub-communites. On the other hand, social book networks and social reading platforms immediately involve so-called bookworms.

Social book networks and social reading imply not only dealing with the spontaneous exchange of views between readers, but also with the new publishers techniques to be close to their audiences. We have different kinds of relationship: reader-reader, reader-publisher, but also publisher-publisher (we will analyze this case when we’ll talk about B2Bright platform). An important feature is represented by online bookshop: Amazon (whose case will be described in next posts) was fundamental for the origin of social reading; free readers opinions, which can quickly turn a book in a publishing event or in a failure, are not at odds with the interests of a sales website.